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Storia di Messina dal 651 d.C. al 1194 d.C.

Ancora battaglie a Messina che nel 651 dovette subire un nuovo attacco saraceno, ma un'altra volta grazie a Messina furono scacciati dalla Sicilia.  Nel 669 però vi fu un'ennesima incursione ma stavolta i saraceni saccheggiarono di nuovo il monastero uccidendo l'Abate. Nel 682 venne assunto al pontificato un cardinale messinese che prese il nome di “Leone II”. A questo papa, che morì dopo appena un anno la città di Messina dedicò nel 1623 una delle 18 porte dell’antica palizzata la quale  fu detta porta leonina, oggi a lui è intitolato il IX quartiere, quello appunto di S. Leone.

Nel 827 la Sicilia cadde sotto il dominio degli arabi esclusi i territori di Messina, Taormina e Siracusa.  Essi vennero domati fuori le mura della città, tenuti a distanza. Messina cadde solo nel 976 dopo 300 anni di eroica e gloriosa resistenza. Resta schiava per 80 anni subendo  umiliazioni, stragi e epiche ed eroiche gesta come quella suprema compiuta dalla Compagnia dei Verdi in una estenuante ma vittoriosa battaglia in pieno centro cittadino, alla Darsena, in difesa del SS. Sacramento. In quel periodo era vietata qualsiasi pratica cristiana e, dopo questi episodi, nascono le leggende di Mata e Grifone, parola che unita tradotta dal latino significa uccidi i musulmani.

Tre messinesi, in un giorno del 1060, Ansaldo Patti, Jacopino Saccano e Cola Camuglia, passeggiavano solitari nel piano di S.Giacinto, oggi S.Raineri. Essi discorrevano delle sventure di Messina dominata dagli arabi.  Ad un certo punto Cola Camuglia disse loro.....”Amici, il nostro dolore a nulla giova, ed è cosa indegna d'uomini generosi il deplorare le proprie sciagure senza cercare di mettervi riparo.”  O se un riparo ci fosse!.. esclamarono gli altri. “Eppure c'è, questi ladroni di saraceni debbono la loro fortuna più alla nostra pocaggine che al loro valore. Ma orsù il momento di scuoterci da questo letargo è giunto. Un aiuto sicuro a questa impresa lo troveremo nei normanni, popolo generoso e forte che si trova lì in Calabria, a poche miglia da noi. Invochiamolo, chiamiamo poi alla riscossa i cittadini e vi assicuro che in poco tempo in Messina e tutta l'isola non rimarrà un solo saraceno”.
Il giorno dopo, fingendo di essere chiamati per affari nella vicina Mileto, vi si recarono separatamente. E giunti al cospetto del Conte Ruggero, lo di venire in aiuto dei cristiani. Egli accettò.
Allora Jacopino Saccano diede al Conte un Crocifisso e questi ricevendolo promise che con tutte le sue forze li avrebbe liberati dai maomettani. Tornati a Messina informarono i cittadini della risposta. Perché in quel giorno non fosse fatta confusione venne messa una croce nellle case dei cristiani.

Il Conte Ruggero l'anno seguente partì da Reggio con 26 galere approdendo sulla spiaggia di Maregrosso. All'estremità del braccio di S.Raineri lì il Conte vide impiccati 12 cittadini e provò tanto dispiacere che giurò di innalzare un tempio al Salvatore del Mondo, se il cielo gli avesse dato la forza di liberare la città dai musulmani. I cittadini aprivano le porte della città ai Normanni e prese le armi  per tutta la notte fecero strage dei saraceni. Così i musulmani furono sconfitti e cacciati dalla città. Il 12 agosto del 1086 Ruggero entrò in città  accolto con ossequio e affetto. Poi memore del voto fatto, edificò un tempio all'estremità del braccio di S.Raineri. In suo onore venne costruita un machina votiva che è la Vara.
Nel 1129 il Conte Ruggero II veniva incoronato a Palermo Re di Sicilia
Ruggero II  consacrò il primo tempio cittadino, il Duomo,  a nome di S. Maria la Nuova. Ruggero II muore a Messina nella notte del 27 settembre 1198.
La storia racconta: E’ il 1189  la Terza Crociata viene bandita da Gregorio VIII. La motivazione era la caduta di Gerusalemme per opera di Saladino.

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