Mercoledì 24 luglio, al Castello di Milazzo presentazione del nuovo libro di Filippo Lo Schiavo "La Nave del Vino" a cui parteciperà per una critica l'On. prof. Giuseppe Campione già presidente della Regione Sicilia. A conclusione la degustazione dei pregiati vini dell'Azienda Agricola Ansaldo Tommaso CELI di S. Filippo del Mela.

Milazzo, 1926. L'eco di un atroce delitto percorre la città.
E' appena arrivata la vinaccera "Lupo", la nave del vino comandata dall'ancora giovane e affascinante capitano Sanguinetti che approda ciclicamente nel porto siciliano per caricare i pregiati vini prodotti nella piana.
Il delitto, non si sa se d’onore, per vendetta o chissà per quale altro arcano motivo, sconvolge l'aria ferma e sonnolenta di quell'inizio di autunno.
In un'atmosfera di provinciale, provvisoria convivenza, segnata dai venti del cambiamento ispirati dalla nuova era fascista, rimangono coinvolti alcuni personaggi eccellenti della città che si ritengono intoccabili.
All'attracco della sua nave, il comandante li troverà allineati sulla banchina, come corvi forieri di un macabro preludio di morte.
Chi per dovere, chi per lavoro, chi per curiosità, chi per amicizia, chi per sottolineare, con la sua vuota presenza, la ricerca di una visibilità colorata di ridicolo.
Toccherà all’arguto commissario Santonocito dipanare la matassa ma, per scoprire il colpevole sarà necessario un viaggio a ritroso lungo la rotta che ha portato la nave in Sicilia.
Un finale inaspettato, una spiegazione amara, un’avvilente verità segnata da torbidi sentimenti che verranno lentamente a galla, facendo perpetuare per anni e anni, in quel piccolo porto siciliano, il ricordo della maledizione legata alla nave del vino.

Con questo suo terzo libro, l'autore Filippo Lo Schiavo, nato a Milazzo (ME) il 10.10.1947, già noto per avere pubblicato i due precedenti: CIALOMA e I RACCONTI DEL DONGIONE, completa il trittico romanzesco che fin qui hanno avuto come sfondo diverse epoche tra loro lontane.

Dopo avere svolto a lungo la professione di dirigente d’azienda nel Nord dell’Italia, ritiratosi in pensione, è tornato nella sua città dopo un ventennio, diventando scrittore per passione.

Ha voluto così ambientare questo suo nuovo romanzo, dalle tinte gialle e misteriose, nella sonnolenta e pingue Milazzo degli anni ’20 adulata dai venti del cambiamento ma ancora abbarbicata ai soliti, vecchi pregiudizi.

Egli ha cercato di coglierli e, condendoli con la sua fantasia, ha voluto porgerli alla rinnovata voglia di chi da essi, ancora oggi, vuole scegliere di distinguersi o di viverne gli orgogliosi ricordi.

Dopo gli apprezzamenti riservati a CIALOMA e ai RACCONTI DEL DONGIONE l’autore si introduce di nuovo nelle viscere della storia della sua città e, descrivendone vizi e virtù, porta alla luce la drammaticità di alcuni avvenimenti di un’epoca attraversata dai turbini del progresso ma ancora incatenata ai ceppi di un duro provincialismo.